martedì 14 febbraio 2012

L'Imu sarà una presa in giro.

L'Imu sarà una presa in giro.
La situazione sarà ulteriormente peggiorata da tagli di 1 miliardo e 450 milioni.

A lanciare l’allarme è lo stesso Presidente di Anci Lombardia, Attilio Fontana: “L’Imu si dimostrerà per i Comuni una grande presa in giro, poiché avrebbe dovuto essere lo strumento di autonomia finanziaria dei Comuni e nei fatti diverrà solo un mezzo di esazione dello Stato. Il gettito per molti Comuni sarà inferiore al 2011. I Comuni che avranno un gettito dell’Imu maggiore avranno invece una corrispondente diminuzione dei trasferimenti statali.
La situazione sarà ulteriormente peggiorata da tagli di 1 miliardo e 450 milioni che penalizzeranno ulteriormente i Comuni più attenti al gettito Imu. Noi abbiamo proposto di trasferire interamente la nuova tassa ai Comuni, rinunciando in cambio ai trasferimenti statali. Tutto questo consentirebbe
di dare inizio a un vero federalismo e di capire chi bene amministra. Inoltre, abbiamo posto l’attenzione
sulla necessità di un’impostazione diversa del patto di stabilità.
Così come è formulato comporta un vero e proprio blocco dei bilanci. Il permanere di questa rigidità accentua il rischio di sforamento: l’anno prossimo potrebbe accadere che l’80% dei Comuni sfori il patto con ricadute sul bilancio dello Stato. È necessario, secondo noi, realizzare un patto che sia veramente utile al Paese. Ma da Roma abbiamo sin qui ottenuto solo risposte negative”.
Un allarme, quello lanciato dal Presidente, che vede solidali i Sindaci lombardi.
Ciò significa mettere le mani nelle tasche dei cittadini, se vogliamo mantenere i servizi offerti”. Un quadro assai fosco, tanto che viene da domandarsi: ce la faranno ancora una volta i Comuni?
Probabilmente sì, non fosse altro per il senso di responsabilità verso i propri cittadini che i Sindaci lombardi hanno sempre mostrato. Ma come la prenderanno i cittadini? Non c’è proprio pace per i Comuni.

DALL'ICI ALL'IMU: Si riparte da un livello uniforme, con una base imponibile allargata, un aumento dei coefficienti per il calcolo del valore fiscale (mediamente del 40% escluse le prime case) e un aumento dell’aliquota ordinaria (del 17% rispetto all’aliquota media Ici che era del 6,48%). A questo va aggiunta l’abolizione di gran parte dei regimi di agevolazione( voci importanti come l’assimilazione all’abitazione principale).


www.strategieamministrative.it - gennaio/febbraio 2012

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